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Split Payment 2018, le novità dopo il decreto del MEF

Split Payment 2018, le novità dopo il decreto del MEF

Con il decreto fiscale 148-2017 convertito dalle legge 172-2017 sono cambiate le modalità di applicazione dello split payment (scissione di pagamenti) per versare l’IVA sui servizi che sono stati resi alle PA e anche alle società quotate.

Perimetro applicativo split payment

A partire dal primo gennaio 2018 è entrata in vigore la legge 172-2017 che prevede un ampliamento del perimetro applicativo dello split payment. Il nuovo meccanismo ha incluso nel pagamento dell’IVA anche gli enti pubblici economici nazionali, regionali e locali, le aziende speciali, le aziende pubbliche si servizi alla persona. Nel nuovo decreto rientrano anche le fondazioni partecipate della PA, le società che sono controllate direttamente o indirettamente e tutte le società partecipate dalle amministrazioni pubbliche, enti e società che hanno una quota inferiore al 70%. Il decreto specifica inoltre che l’elenco dei soggetti che sono sottoposti allo slip payment deve essere pubblicato entro il 20 ottobre dal Dipartimento delle Finanze e ha valore per l’anno successo. Per il 2018 occorre fare riferimento a quello pubblicato il 19 dicembre 2017.

Split payment: perché è importante?

Secondo gli ultimi dati, nel mese di novembre 2017 il gettito IVA sugli scambi interni ha fatto registrare una crescita del 12% recuperando la flessione dei tre mesi precedenti. Questo trend positivo è dovuto appunto al versamento da parte di quelle società soggette allo split payment. Il meccanismo della scissione dei pagamenti per la PA consente di emettere fatture senza la liquidazione a carico dell’emittente, l’imposta infatti viene versata dal cessionario/committente.

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