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Coca cola contaminata con HIV: il messaggio virale è una bufala

Il virus HIV si può trasmettere attraverso le lattine di Coca Cola? Molta gente è convinta di sì, dopo aver ricevuto il messaggio bufala. La solita catena falsa che ha mandato in tilt le app di messaggistica.

Bufala Coca-Cola e Aids: com’è nata la fake news?

Ci sono alcune bufale che non passeranno mai di moda come quella che invita a non bere la Coca Cola per non contrarre l’AIDS. Nel messaggio virale, condiviso in maniera compulsiva su Whatsapp e Messenger si spiega che un lavoratore malato di AIDS ha ‘aggiunto’ il suo sangue contaminato da HIV. Per ‘dovere di cronaca, copiamo e incolliamo il messaggio virale nella sua versione originale perché molti di voi probabilmente non l’hanno ancora ricevuto: «C’è una notizia della polizia. È un messaggio urgente per tutti. Per i prossimi giorni non bevi nessun prodotto della Coca Cola, come la coda nera, il fioravanti di succhi, lo sprite ecc. Un lavoratore aziendale ha aggiunto il suo sangue contaminato da AIDS. Vedi MDTV. Si prega di inviare questo messaggio a tutti gli utenti della tua lista. REPETIR: Messaggio importante dalla polizia metropolitana a tutti i cittadini. Per le prossime settimane, non bevi alcun prodotto Coca Cola in quanto un lavoratore della società ha aggiunto il suo sangue contaminato da HIV (AIDS). È stato mostrato ieri in Sky News. Invia questo messaggio alle persone che ti interessano»

Coca Cola con HIV, le differenze nella versione italiana

Siccome nessuno di noi ha mai bevuto il ‘fioravanti di succhi’ o la ‘coda nera’ è chiaro che c’è di mezzo lo zampino di quel mattacchione di Google Translate. Uno strumento ottimo per le traduzioni che, nelle mani sbagliate genera i risultati di cui sopra. Secondo il sito debunking Butac c’è un collegamento con una vecchia bufala del 2014 che riguardava la Pepsi e che all’epoca raggiunse 13mila condivisioni. In quel messaggio però si faceva riferimento alla polizia di Nuova Delhi in India.

La versione italiana della bufala sulla Coca Coca contaminata da HIV è tutta da ridere. Non c’è alcun rischio di ammalarsi di AIDS se si sorseggia la bevanda. Se proprio volete dimostrare il vostro affetto alle persone che vi interessano, così come suggerisce la catena di Sant’Antonio, metteteli in guardia dai rischi che si corrono abusando di bevande gasate e zuccherate!

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