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Violenza sulle donne: le app per tutelarsi

Violenza sulle donne: le app per tutelarsi

Sono 6 milioni le donne italiane che hanno subito violenza fisica e sessuale, oltre ai dati Istat che sono reali ci sono quelli che riguardano l’insicurezza e che non possono essere quantificati. Nonostante il calo della microcriminalità molte donne rinunciano ad una serata fuori con le amiche.

Car sharing e Taxi per tornare a casa

Come comportarsi per uscire senza paura? A Roma ci sono circa 800 taxi in servizio tra le 21 e le 2 di notte (le 3 nel fine settimana), a Milano invece sono 600 le vetture che circolano sino all’una (scendono a 300 sino al mattino). Contattarne uno per tornare a casa è una buona soluzione anche se nella grandi città è attivo il servizio di car sharing che permette di conoscere in anticipo le persone con cui si condivide la macchina. Inoltre il comune di Firenze ha deciso di attivare il Taxi Rosa attivo sino alle 4 del mattino e con tariffe ridotte.

App per la sicurezza

Sono molte le applicazioni per chi non si sente sicura, ecco alcuni software a disposizione delle donne:

  • SecurWoman 2.0 è compatibile con iOS e Android, consente la geolocalizzazione per attivare segnali e segnalare eventuali malintenzionati con suoni e luci. È a pagamento, il canone mensile è di 2,99 euro;
  • Siamo Sicure! È un ambiente virtuale con 4 pulsanti che attivano segnali luminosi e suoni, inoltre si può far partire una chiamata al 112 o inviare sms di aiuto che includono la posizione. Gratuita e disponibile per iOS e Android ha un decalogo con istruzioni per la prevenzione;
  • bSafe è una soluzione gratuita internazionale infatti è solo in inglese. Permette di creare una rete di amici come un social network con il contatto principale da chiamare in caso di pericolo;
  • S.H.A.W. fornisce informazioni sulla sicurezza, ha i tasti di chiamata rapida 112 (Carabinieri) e 1522 (Telefono Rosa) e localizza i centri antiviolenza più vicini, anche questa è una soluzione gratuita per iOS e Android.

Trasporti per sole donne

In città come Tokyo, Giacarta e Città del Messico ci sono autobus e carrozze per sole donne. Nessuna discriminazione, ma la necessità di viaggiare sicure. Secondo un rapporto del Thomson Reuters Foundation il 70% delle donne intervistate è favorevole alla proposta di mezzi di trasporto rosa. Purtroppo le città peggiori per la sicurezza femminile sono Bogotà (Colombia), Lima (Perù) e Città del Messico (Brasile). Il posto più sicuro per viaggiare invece è la metro di New York perché ci sono telecamere a circuito chiuso ed è presidiata dai poliziotti h24. Interessante l’iniziativa di Berlino, il Mitfharzentrale è un centralino che mette in contatto le donne che si spostano in macchina, sono disponibili a dare un passaggio.

I consigli per le donne sole

Secondo la Polizia di Stato ci sono alcuni accorgimenti che mettono in sicurezza le donne che tornano a casa da sole. Non bisogna mai abbassare la guardia, meglio fare uno squillo o mandare un messaggio alle persone con cui si è trascorsa la serata per attivarsi e chiedere aiuto in caso di pericolo, tenere a portata il cellulare con il numero del 112 digitato per far partire la chiamata se bloccate da un estraneo. Inoltre è fondamentale denunciare le violenze e non avere vergogna di raccontare quanto accaduto. In Alto Adige si sta valutando un servizio di sicurezza per sole donne, in Austria è stato testato con successo il Graz che nella fascia oraria dalle 23 alle 3 nel fine settimana contatta la polizia in caso di necessità.

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